manager addio
Molti manager vedono il lavoro come una mera esecuzione di compiti da svolgere da parte delle risorse umane a loro disposizione. Quanti ne ho visti all’opera di questi contafagioli, buoni solo a nascondere la loro incompetenza dietro la gerarchia, capaci solo di recepire ordini e rigirarli, spesso convinti di una presunta superiorità di casta certificata dall’ostentazione dei benefits aziendali.
La complessità, la rete, i nuovi concetti di cloud, stanno smontando questa visione del lavoro imposta dagli umanosauri.
Non più mansionari, non più rigide direttive, non più stretti confini di ruoli insignificanti. ll lavoro dev’essere la realizzazione di attività in cui ogni singolo individuo coinvolto ci mette del suo, il suo genio, la sua personalità.
Il lavoro non è un esecuzione di compiti, ma la realizzazione di attività secondo le specifiche singolarità di ognuno. Il lavoro non come risultante di ordini eseguiti ma come espressione finale di singoli talenti che di voltà in volta si aggregano secondo le competenze, le capacità e le idee che al momento sanno mettere a disposizione.
In questo scenario bisogna dire addio ai manager, quelli del concetto umanosauro del termine, e favorire il ruolo di leader, facilitatori con una visione trans-disciplinare dei problemi, figure non iper-specialistiche ma speciali in termini di comprensione della complessità, di spirito creativo e di problem solving.

[ immagine dal film Brubaker - 1980 diretto da Stuart Rosenberg ]
- ADP
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postato da caosordinato